Photography is Black Light

Baphomet: demone oscuro o luce alchemica?

Alla misteriosa figura di Baphomet, creatura raffigurata come mezza umana e mezza bestia, dal corpo androgino e dalla testa caprina con grandi corna arcuate ed allungate, si intrecciano una serie di racconti leggendari e storici che vanno dai Templari alla Massoneria, fino al Sacro Graal e a Satana.
Perché? Chi era Baphomet e che cosa rappresentava?

I Cavalieri Templari e Baphomet

I Templari (Pauperes Commilitones Christi Templique Salomonis, ovvero Poveri Compagni di Cristo e del Tempio di Salomone) furono uno dei primi e dei più famosi e misteriosi ordini militari cristiani. Odiati e temuti per le ricchezze e i segreti che custodivano, vennero traditi proprio da uno di questi segreti, il più grande, che si rivelò mortale per loro.
L’Ordine nacque attorno al 1118-1120, in Terra Santa, e si dissolse definitivamente tra il 1312 e il 1314.

A decretarne vita e morte furono due Bolle Papali: con la Bolla Omne Datum Optimum (29 marzo 1139), Papa Innocenzo II ufficializzò ruolo e prerogative dell’Ordine, disponendo che i Templari potessero agire in totale autonomia e indipendenza e che fossero esenti dal pagamento di tasse.
Secoli dopo, invece, con la Bolla Vox in Excelso (22 marzo 1312), Papa Clemente V dispose la soppressione totale dell’Ordine.

Scopo dei Cavalieri del Tempio era difendere i luoghi santi e assicurare l’incolumità dei pellegrini cristiani che andavano a pregare in Terra Santa.
Il nucleo originario dell’Ordine si costituì infatti dopo la vittoria della Prima Crociata nel 1096 (che vide contrapporsi forze cristiane e islamiche per la liberazione della Terra Santa e di Gerusalemme, che erano sotto il dominio Turco): nove Cavalieri (un numero solo allegorico?) decisero di unirsi per proteggere dagli attacchi dei musulmani il Santo Sepolcro e i cristiani che vi si recavano in pellegrinaggio.

Ma questo non era il loro unico compito, perché ne avevano anche un altro, ben più occulto: il reale incarico dei Templari era infatti quello di impadronirsi dei preziosi segreti custoditi nei testi sacri delle altre religioni, nonché di trovare e custodire antiche reliquie dai poteri immensi (Sacro Graal, Arca dell’Alleanza, Vera Croce, Sindone, Menorah – il candeliere a sette braccia completamente d’oro-).

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** Quanto segue è tratto da una delle teorie di Adam Kadmon (personaggio che non ha bisogno di presentazioni, ormai noto sia a chi si occupa di occulto e misteri, che “ai non addetti ai lavori”) sulla vera origine e significato di Baphomet **

{[[ Per ben due secoli i Cavalieri del Tempio assolsero questo loro compito segreto così bene, che un giorno arrivarono a scoprire qualcosa che nemmeno la Chiesa conosceva: la vera identità di Satana.
Non immaginando, forse, che il Papa potesse mai tradirli, lo informarono tempestivamente, ma si trattava di una verità che se fosse stata resa pubblica avrebbe distrutto le basi stesse su cui si fondava la Religione Cattolica, e né il Papa né il Clero volevano perdere il loro potere.
Fu così che il Pontefice Clemente V decise di sopprimere l’Ordine Templare con la Bolla Vox in Excelso del 22 marzo del 1312, nella quale si dichiarava esplicitamente che tutti i Cavalieri dovessero essere uccisi all’istante, perché accusati di blasfemia e sacrilegio.
Per catturare tutti i Cavalieri della Rossa Croce, Clemente V approfittò dell’avidità del Re di Francia Filippo IV (detto “Il Bello”), che bramava da tempo d’impossessarsi dei loro immensi tesori, tesori che custodivano su incarico della Chiesa.
I Templari furono così braccati, imprigionati, torturati e infine, assassinati.
Anche il loro Gran Maestro, Jaques De Molay, venne infine catturato e il 18 marzo 1314, al tramonto, fu bruciato sul rogo, nonostante anche sotto le più atroci torture si fosse sempre dichiarato innocente.
Fu una carneficina, ma sia Clemente V che Filippo Il Bello ottennero ciò che volevano:
il Re s’impossessò del favoloso tesoro Templare, con il pretesto di custodirlo (tesoro che oggi si troverebbe nel caveau della “Banque De France”, la “Banca Nazionale Francese”) e Clemente V si assicurò, attraverso le disumane torture del Tribunale Cattolico della Santa Inquisizione, che fosse estorta ai Templari la falsa confessione dell’adorazione di Satana, con il nome di “Baphomet”.
Doveva infatti assolutamente risultare che i Cavalieri si autoaccusassero di adorare il Diavolo: ciò gli avrebbe assicurato il rogo e messo a tacere per sempre il segreto di cui erano venuti a conoscenza.

Baphomet, però, non era affatto il “Signore del Male”, come credono ancora oggi certe società segrete che purtroppo arrivano addirittura a sacrificargli esseri umani, ma era invece un insieme di simboli che, se correttamente interpretati, consente di conoscere la vera identità del Male e di liberarsi dal suo influsso.

Baphomet fu camuffato da mostro per proteggerlo dall’oscurantismo cattolico, affinchè il suo prezioso contenuto non venisse né censurato, né insabbiato, né arso sul rogo.
I simboli di cui è composto (l’immagine più nota è il Baphomet di Eliphas Lévi, contenuto nel testo “Dogme et rituel de la haute magie”, “Dogma e rituale dell’alta magia”, del 1855-56) richiedono una cultura esoterico-sapienziale per essere correttamente interpretati.

Il vero Esoterismo, infatti, non nacque per nascondere le verità al mondo, ma per poterle tramandare senza essere uccisi da tutti quei poteri, occulti o meno, che dominando con l’ignoranza vedevano nella conoscenza delle Verità, e dunque della Sapienza, la loro più grande nemica.

E il vero nome di Baphomet è infatti proprio “Sapienza”, che in greco si dice “Sophia” (secondo l’interpretazione di Eliphas Lévi, il termine era composto da una serie di abbreviazioni lette al contrario: “Tem. ohp. Ab.” che prendono origine dal latino “Templi omnium hominum pacis abhas”, con il significato di “padre della pace universale tra gli uomini”. Una lettura alternativa potrebbe anche essere “tem. o. h. p. ab.” per “templi omnium hominum pacis abbas”. La traduzione in questo caso è abate del tempio della pace dell’umanità, forse in riferimento ai Templari stessi).

Tutto ebbe inizio nel 650 a.C., quando gli Ebrei, schiavi dei Babilonesi, scoprirono che il nome del Dio che aveva creato e protetto i loro odiati padroni era “Signore degli Abissi”, che in Sumero si dice “Enki” (Enki era detto anche “Signore dell’Oceano” o chiamato, con nome sumerico dai Semiti, “Ea”, “Dimora dell’Acqua”. Era infatti il Dio delle acque dolci contenute nell’Abzu, l’abisso sotterraneo. Enki era uno dei quattro Dèi creatori della Mitologia Sumerica insieme ad An/Anu, Dio del Cielo, Ki/Ninhursag, Dea della Terra, ed Enlil, Dio dell’Aria, che corrispondevano ai quattro principi creatori di tutte le cose: Cielo, Aria, Acqua e Terra).

Gli Ebrei, ritenendo quindi Enki causa dei loro mali, lo dichiararono “nemico e avversario”, termine che in ebraico si dice proprio “Satan”.

In realtà Enki era un Dio buono, che aveva salvato non solo i Babilonesi, ma tutta l’umanità, però questo agli Ebrei dell’epoca non importava, perché ciò che gli interessava era solo vendicarsi dei loro carcerieri, invidiati per le loro conoscenze e odiati per il loro potere.

Fu così che iniziarono ad adorare il Dio a cui “Il Signore degli Abissi” si era ribellato per salvare gli esseri umani dal diluvio universale: suo padre, An, Re del Cielo, su richiesta dell’altro suo figlio (fratello di Enki), Enlil, Re dell’Aria, aveva infatti decretato, unitamente al Concilio degli Dèi, che la creazione di Enki, ovvero l’umanità stessa (fu Enki, infatti, a creare il primo uomo. Per la sua connessione con l’acqua, elemento primordiale secondo le concezioni cosmogoniche mesopotamiche, era considerato creatore degli uomini e venerato come dio della saggezza e della magia ), venisse sterminata.
Anche qui, ai sacerdoti ebrei non importava che gli Dèi del Cielo fossero coloro che avevano tentato più volte di distruggere l’umanità: prima con le malattie, poi con le carestie e ora, con il diluvio.

Fu per questo che attingendo ai miti Sumeri e Babilonesi contenuti nella Biblioteca di Assurbanipal, scrissero una religione completamente alla rovescia (rispetto alla Mitologia Sumera), dove si autoproclamarono “Popolo Eletto”, tutelato dagli Dèi del Cielo, gli “Elohim”, il cui nome deriva dall’accadico “Ihm” (termine ambivalente che si riferisce al Dio ebraico se usato con un verbo o un aggettivo singolari e a Divinità Pagane se usato con verbi o aggettivi plurali. Invece “El”, la base della radice estesa ʾlh, deriva da una radice che significa “essere forte” e/o “stare davanti”, da cui successivamente El, oppure da Alah, “aver timore”, per cui Elohim equivarrebbe al “Numen Tremendum”, “Divinità Terribile”, oggetto di terrore da parte dell’uomo).
Nonostante fossero ostili all’uomo, i vertici ebraici fecero credere ai proseliti che questi Dèi fossero invece protettori degli esseri umani. Per contro, il Signore degli Abissi, Enki, pur sapendo che aveva realmente difeso gli uomini dalle piaghe inviate dal Signore dell’Aria (suo fratello Enlil), fu dichiarato ugualmente nemico, e non solo degli Ebrei, ma di tutta l’umanità.

E non importava che Enki avesse insegnato agli uomini anche la medicina: non a caso, il suo simbolo, un doppio serpente avvolto elicoidalmente lungo l’asse verticale, è giunto incolume fino ad oggi proprio come emblema di guarigione. Lo si può vedere, infatti, negli studi medici, presso i farmacisti e sulle ambulanze.
Ma il simbolo dei serpenti gemelli è presente anche sul ventre di Baphomet: qui assume il significato originale, che non è solo guarigione, ma soprattutto conoscenza e saggezza, o meglio, “Sapienza”, “Sophia”.

Baphomet fu disegnato come una creatura androgina e al tempo stesso mezza umana e mezza bestia, le cui dita indicano una falce di luna di colore opposto e in posizione opposta, per insegnare che il male non può essere distrutto, tantomeno usando la violenza, perché fa parte dello stesso essere umano; è il suo istinto bestiale, istinto su cui, nella preistoria, si basava la sua stessa sopravvivenza.
Il male non può essere distrutto, però, può essere armonizzato con l’intelletto che è la parte più nobile dell’uomo, il tramite per la sua evoluzione.
Le stesse corna di Baphomet in realtà sono raggi luminosi: in ebraico la parola “keren” significa sia “corna” che “raggi”, ma nella prima traduzione in latino della Bibbia ebraica, la Vulgata, venne commesso un errore di traduzione (“keren”, “corna”, al posto di “karan”, “raggi”), al punto che Mosè, che veniva descritto come “radioso”, fu scolpito da Michelangelo con le corna (le corna sul capo del Mosè, tipiche della sua iconografia, sono probabilmente dovute ad un errore di traduzione del Libro dell’Esodo 34-29, nel quale si narra che Mosè, scendendo dal monte Sinai, avesse “due raggi sulla fronte”. L’ebraico “karan” o “karnaim” – “raggi” – potrebbe essere stato quindi confuso con “keren” – “corna”. All’errore può aver contribuito anche il fatto che nel Medioevo si riteneva che solo Gesù potesse avere il volto pieno di luce).
Chi realizzò la figura del Baphomet, per nascondere il vero messaggio, invece lo sapeva benissimo e giocò sull’equivoco.

A conferma della positività del messaggio del finto demone, si osservi il centro della sua fronte: nell’immagine originale c’è una stella a 5 punte rivolta verso l’alto e non, invece, verso il basso come la dipingono erroneamente i culti dediti al male.
Questo dettaglio è fondamentale, poiché è l’umano simbolo dell’aspirazione allo spirituale, alla vera sorgente creatrice di tutto ciò che esiste e al cui interno tutto esiste, compreso il Sumero “Signore degli Abissi” (Enki) e gli Ebraici “Signori del Cielo”(Elohim).

Il vero messaggio di Baphomet è infatti che la violenza è inutile, non dona potere né migliora il mondo.
Il segreto di Sophia insegna che solo armonizzando il Male con il Bene, solo equilibrando l’istinto bestiale di sopraffazione con l’intelletto, l’uomo e la donna di buona volontà si evolvono ]]}.

Il pentagramma (con la punta rivolta verso l’alto) così come l’esagramma (che è un potenziamento e un perfezionamento del pentagramma) racchiudono l’insegnamento per raggiungere la vera Sapienza e la vera Saggezza: rispondendo al Male con il Bene, bilanciando l’Ombra con la Luce, l’uomo può crescere spiritualmente, facendo brillare quella fiammella divina che è in lui: il Logos, l’intelletto.

“Illumina l’oscurità”.

Katia Celestini

Copyright © 2013 Katia Celestini. Tutti i diritti riservati

Credits: Adam Kadmon

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